"Odissea all'alba" colpisce la Libia

Mentre in Libia esplode la battaglia tra i ribelli e le truppe regime, da Parigi il vertice dei paesi europei e americani ha dato il via all'azione militare contro Gheddafi. Leggi La fronda araba contro Gheddafi
7 AGO 20
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Mentre in Libia esplode la battaglia tra i ribelli e le truppe regime, da Parigi il vertice dei paesi europei e americani ha dato il via all'azione militare contro Gheddafi. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il premier francese, Nicolas Sarkozy. L’attacco avverrà "nelle prossime ore". Intanto numerosi caccia francesi "Dassault Rafale", decollati dalla base di Saint-Dizier (Haute-Marne), stanno sorvolando Bengasi e l’intero territorio libico in missione di ricognizione (guarda la mappa dei combattimenti da Le Monde). Sarkozy ha detto: "Già da adesso le nostre forze aeree si opporranno a ogni aggressione contro il popolo di Bengasi. Abbiamo già impedito attacchi aerei sulla città. Altri aerei sono pronti a intervenire contro i blindati che aggrediscono civili disarmati". Poi: "Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l’arresto delle violenze contro le popolazioni civili. In Libia c'è una popolazione che non chiede nulla di più che scegliere il proprio destino e che ora è in pericolo. E' nostro compito è rispondere alla loro richiesta d'aiuto. Non vogliamo decidere per loro, la lotta per la libertà appartiene solo a loro".
Per ora l'Italia ha messo a disposizione sette basi militari ma il premier, Silvio Berlusconi, non ha escluso la possibilità di partecipare ai raid. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato informato telefonicamente dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dell'andamento e dell'esito della riunione di Parigi e si è detto "compiaciuto dell'importante intesa raggiunta, per il contributo dato e per l'impegno assunto dall'Italia".
In mattinata il leader libico Gheddafi aveva scritto in una lettera al presidente francese Sarkozy e al premier britannico, David Cameron, che le potenze occidentali non hanno diritto di intervenire in Libia e che "si pentiranno" della loro ingerenza. Secondo quanto detto dal portavoce del governo libico, Mussa Ibrahim, in una conferenza stampa, la lettera, oltre che ai leader francese e britannico, è stata indirizzata anche al segretario generale dell'Onu, Ban ki-Moon. Nella missiva Gheddafi ha scritto che ogni azione militare contro la Libia è "un'ingiustizia, una chiara aggressione. Vi pentirete se interverrete nei nostri affari interni".